IL TELEGIORNALE. LA PRODUZIONE TELEVISIVA NELL'AMBITO DEI TG

INDICE

Introduzione

1. Storia del telegiornale

1.1 Breve percorso storico sui telegiornali

1.2 I telegiornali italiani

1.3 I telegiornali americani

1.4 Tg1 e Tg5

2. La notizia nel telegiornale

2.1 Il percorso della notizia televisiva

2.2 Cosa fa notizia

2.3 Il linguaggio giornalistico in televisione

2.4 Il telegiornale tra informazione, spettacolo e politica.

3. La macchina organizzativa del telegiornale

3.1 La struttura del telegiornale

3.2 La redazione e l'organizzazione

3.3 La preparazione del tg

3.4 Il conduttore del telegiornale

3.5 Il nodo terminale: lo studio e la messa in onda del telegiornale

4. Il telegiornale e le nuove prospettive

4.1 Le  tecnologie del telegiornale.

4.2 Conclusioni

Bibliografia  

INTRODUZIONE

Il compito del telegiornale è quello di sottolineare alcune notizie, eliminarne altre, catalogarle, sceglierle e riproporle al pubblico in modo obiettivo. Si tratta cioè di scegliere tra migliaia di notizie che arrivano dalle agenzie, dai comunicati stampa o da altre fonti, e selezionare quel gruppo da fornire ai propri teleascoltatori.

La scelta, dai 16 ai 25 nuclei informativi che costituiscono mediamente l'informazione in diretta del prime time, è arbitraria ma l'analisi delle notizie indica le inclinazioni e le preferenze  della testata prima ancora dell'importanza degli eventi.

Il telegiornale essenzialmente è costituito da: titoli letti dal conduttore, servizi filmati, collegamenti in diretta, testi di raccordo letti dal conduttore tra un servizio e l'altro che vengono definiti "vivi", interventi del conduttore che può intervistare ospiti in studio.

La diretta del telegiornale con le notizie dal vivo è la realtà su cui ci soffermiamo quotidianamente e vede centinaia di milioni di telespettatori incollati al video quanto più viva e diretta diventa la capacità di fornire (con l'informazione e le immagini televisive) lo spettacolo dei grandi avvenimenti vissuti in ogni parte del mondo . Una vera e propria "droga" istantanea di realtà virtuali diventata parte essenziale dei meccanismi emotivi e decisionali individuali e di quelli sociali ("psicodinamici" di massa ). " La grande sorella ", la televisione con le sue news, come la definisce Carlo Sartori, ha diminuito notevolmente la distanza tra i popoli. La diffusione di immagini, le notizie di paesi lontani e sconosciuti e in particolare le immagini in diretta che sono, dall'origine, lo specifico televisivo rispetto alla cinematografia, hanno accresciuto la nostra necessità di conoscere, il nostro desiderio e la nostra capacità di partecipare.

Il telegiornale è fatto di una realtà fatta di immagini lontane, si avvicina sempre più al nostro quotidiano e compenetra e condiziona l'immaginario collettivo mentre il  mondo diventa materialmente sempre più piccolo.

Il telegiornale con le sue immagini da tutto il mondo è senza dubbio, tra tutti i fattori del medium televisione, lo strumento maggiormente responsabile di un tale cambiamento: grazie alla istantaneità delle immagini che in una frazione di secondo mettono platee sterminate e planetarie a conoscenza di ciò che accade dall'altra parte della terra. Così  la nostra voglia collettiva di sapere,  di capire, di essere informati e di "partecipare" alla realtà cresce.

Dagli anni Sessanta ad oggi il rapporto con le immagini è totalmente cambiato, ma chi poteva prevedere in quegli anni il nostro attuale coinvolgimento nel mondo delle news?

Assolutamente impensabile allora l'abbondanza di immagini con cui oggi entriamo in contatto e il bombardamento di notizie a cui siamo sottoposti. E in ciò senza dubbio l'informazione televisiva e il telegiornale con la diretta giornalistica hanno una parte fondamentale. Tanto rilevante da avere addirittura invaso, persino con i talk show, i dibattiti di massa e l'informazione spettacolo, anche parte dei palinsesti televisivi tradizionalmente dedicati allo spettacolo puro.

Non era affatto pensabile, infine, una così forte e conclamata interattività totale tra il  mondo dell'informatica e il mondo delle immagini, tra immagini in diretta del telegiornale, decisioni individuali e decisioni politiche. Basterà pensare, per questo, alla CNN, l'emittente statunitense che informa 24 ore su 24 in diretta centinaia di milioni di telespettatori e contemporaneamente, anche i governi e gli stati maggiori degli eserciti. Un fenomeno che costringe  sempre di più altissime istanze politiche a decidere le proprie mosse in dipendenza degli effetti delle dirette giornalistiche dei telegiornali e dei meccanismi mondiali di comunicazione di massa.

La televisione non solo ci fornisce un mezzo conoscitivo diretto ed istantaneo ma  condiziona fortemente la nostra cultura e la omologa a volte in modo tale che l'informazione non si sottrae comunque, anch'essa, ad effetti di affabulazione, di possibile manipolazione della opinione pubblica e di produzione, quindi,  di iperrealtà  strettamente legate alla diffusione di massa del mezzo elettronico. Il mondo delle immagini delle news fornite dal telegiornale diventa così inarrestabile, è  produzione del reale ma, come definisce meglio il sociologo francese Baudrillard (1976),  diviene per la forza stessa del suo impatto "un reale più reale del reale stesso".

Secondo alcuni autori, dal classico giornalismo di testimonianza e di documentazione in diretta si è arrivati oramai ad un "post giornalismo", una sorta di "giornalismo postmoderno" come sostengono Altheide e Snow (1991). L'informazione attraverso la televisione sarebbe  entrata in una fase in cui, come dice Baudrillard, vi è "l'ordine dei simulacri". Secondo questo schema interpretativo se la fotografia appartiene al primo ordine chiamato della "contraffazione dell'originale" e il cinema  ad un secondo ordine chiamato della "seriazione", la televisione nelle sue forme più evolute, come il telegiornale appunto, apparterrebbe al terzo, definito "dei simulacri".

In questo ordine dei simulacri la realtà non viene riprodotta serialmente né contraffatta, perché sin dall'inizio segni ed oggetti vengono per così dire colti, trasmessi e riprodotti "direttamente su scala". Il medium in questo caso documenta, riproduce e talvolta crea.

La televisione con le sue "news live", a differenza degli altri media, crea una nuova realtà, concreta e virtuale al tempo stesso. Il medium televisivo si autoproduce così in forme proprie di rappresentazione e di partecipazione collettiva. Mutua all'origine i linguaggi di altre forme di spettacolo come il teatro e il cinema ma per la forza stessa e la caratteristiche del mezzo, forma immediatamente un  linguaggio proprio e specifico.

La telecamera, simbolo della televisione, ha infatti una proprietà che la cinepresa non ha: è capace di trasformare direttamente in spettacolo vivo, anche se parzialmente mediato e virtuale, ogni avvenimento grazie al fatto caratteristico dell'immediatezza del rapporto tra l'atto della ripresa e quello della trasmissione che avviene, anche se costruito con differite, commenti e flashback, sempre virtualmente  nello stesso istante. La possibilità dell'immediatezza  televisiva nel documentare il fatto: le immagini in diretta di un evento durante il telegiornale, e l'evento stesso costituito dalla messa in onda in diretta, hanno da soli un forte significato di verità e di attualità.

Con un commento interpretativo e l'arricchimento giornalistico della parola, costruiscono messaggi fortemente appetiti dal grande pubblico che danno al tempo stesso informazione, partecipazione e spettacolo. In questo modo anche il più banale dei fatti può diventare un avvenimento, uno "show" e un "media event" (1) ad altissimo gradimento . Ciò grazie anche alla capacità tecnica del mezzo elettronico di trasformare, raggiungere con il suo occhio l'oggetto da grandi distanze, di correre avanti e indietro sul nastro quando è necessario e di soffermarsi, dilatando a piacere i tempi e le immagini. La parabola del pallone,  l'armonia di un balletto, la traiettoria di un missile e tutte quelle informazioni appena captate in virtù della diretta, possono diventare sullo schermo televisivo un evento nuovo da esaltare e non lasciare un attimo nella messa in onda e nella percezione del pubblico, perché esso si senta parte  dell'azione.

E' questa la sensazione che sempre cerca e spesso ci dà la televisione via satellite, una televisione globale che può collegarsi in diretta da qualsiasi angolo del mondo.

L'occhio implacabile del telegiornale come la CNN, Cable News Network, il canale televisivo satellitare planetario di distribuzione in diretta di news 24 su 24 (e, più di recente Al Jazeera, che trasmette dal Qatar), ha potuto così diventare attore protagonista nell'immaginario collettivo di tutti gli avvenimenti di portata storica: dalla Guerra del Golfo a Piazza Tienanmen, dalla caduta dal muro di Berlino alla crisi sovietica del 1992-1993, fino ai recenti avvenimenti legati agli attentati di New York e di Washington).

Grazie ai suoi inviati dotati di antenne paraboliche e trasmettitori portatili, che trasmettono e ricevono da qualsiasi punto del mondo, le televisioni di tutto il mondo hanno collegato i luoghi degli eventi con il satellite e, senza altri passaggi,  virtualmente fra di loro, comandi militari, ambasciate, quartieri generali, cancellerie,  rendendo al tempo stesso edotta e partecipe in diretta una platea sterminata nei cinque continenti.

La prima parte di questa lezione è un approfondimento sulle radici storiche del telegiornale e riflette il complesso panorama storico, tecnologico, sociale, in cui esse affondano e si sono sviluppate.

La seconda parte è dedicata al funzionamento della macchina del telegiornale e di tutte le sue funzioni.

Analizzo la struttura di un giornale televisivo nelle sue varie forme  europea e americana, la differenza tra i vari stili di giornalismo radiotelevisivo e l'importanza dei mezzi elettronici che rendono possibili le dirette televisive e l'immediatezza della comunicazione .

Nell'ultima parte sono racchiuse alcune mie riflessioni  su questa  indagine nel mondo delle immagini del telegiornale, istantanee  che ribadiscono come la televisione satellitare possa  modificare, (e come già oggi modifichi), il corso della storia grazie alla velocità e alla immediatezza delle sue informazioni e come ancor di più ciò potrà avvenire in futuro  grazie all'unione di tecnologie della comunicazione come il computer, quindi l'informatizzazione, il telefono, la tv e la trasmissione satellitare. Uno scenario che già oggi delinea nuovi modi di utilizzo delle immagini televisive sempre più flessibili e più vicini alle necessità del consumo privato e individuale.

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