Il prodotto audiovisivo        

 

Il prodotto dell'impresa televisiva è il PALINSESTO, che a sua volta si compone dei programmi, ossia dei prodotti audiovisivi. Ecco di seguito le caratteristiche di questa tipologia di prodotti e la loro classificazione:

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IMMATERIALITA'
EXPERIENCE GOODS
POCHI GRANDI SUCCESSI
SCARSA CONOSCENZA
SCONTO CULTURALE
COSTI NON RECUPERABILI
BENI PUBBLICI

CLASSIFICAZIONE DEI PROGRAMMI TELEVISIVI

INFORMAZIONE FICTION INTRATTENIMENTO SPORT CULTURA PUBBLICITA' ALTRI SERVIZI
telegiornali film varietà eventi  sport documentari spot progr. servizio
approfondimenti tv movies talk show commenti educativi telepromozioni annunci
  telefilm quiz show   musica classica televendite promo
  sit-com reality show   prosa sponsorizzazioni teletext
  sceneggiati one man show   eventi sociali    
  soap operas concerti/video clip        
  telenovelas programmi per ragazzi        
animazione eventi
i format

 


 

 

 

 

Immaterialità

La natura immateriale del bene audiovisivo comporta la possibilità di variare le economie delle imprese che li producono; infatti la produzione congiunta di più prodotti da parte di una stessa impresa ha costi minori rispetto alla somma dei costi sostenuti per produrre gli stessi beni separatamente da più imprese (ciò porta alla tendenza all'integrazione a valle, anche perchè i ricavi sono tutti a valle).

Sempre in merito all'immaterialità, è possibile puntare sulla riproducibilità del bene, ossia alla spinta a mutare con rapidità il prodotto puntando su successi rapidi.

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Experience goods

La qualità del bene può essere conosciuta solo dopo che è stato acquistato e consumato. Ciò significa che un importante fattore su cui punta un'impresa audiovisiva è quello di convincere i consumatori ad acquistare/vedere  il bene prima di conoscerne il contenuto. Per fare questo, il marketing gioca un ruolo fondamentale attraverso diverse forme di promozione che fungano da "garanzia" alla bontà del prodotto; gli strumenti sono i trailers, gli spot, le locandine, lo star system. In televisione si usa molto spesso invitare i protagonisti di un prodotto in prossima programmazione i quali lo promuoveranno direttamente, oppure è il conduttore di un programma ad annunciarlo, sottolineandone, ovviamente, i pregi (si tratta di una sorta di traino).  

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Pochi grandi successi

Tale caratteristica evidenzia che una parte sostanziale di programmi di successo che generano forti profitti sono in numero molto piccolo e tendono ad imitarsi. Questo perchè i gusti dei consumatori sono assai poco prevedibili e le idee che riscontrano successo sono poche. Ciò comporta anche la scarsa propensione al rischio che si traduce nel riproporre edizioni di programmi di successo (sebbene con alcune varianti) o tv-movie che hanno ottenuto grandi incassi in sala.

Inoltre, il costo per la realizzazione/acquisto di un programma (che implicitamente contiene una valutazione della speranza di successo) non ha una relazione diretta con gli ascolti (che generano le effettive entrate). Di solito è utile diversificare i rischi puntando su prodotti di varia natura, in modo che il successo di uno possa compensare l'insuccesso di un altro.  

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Scarsa conoscenza

Una caratteristica da tenere sempre in considerazione è che nessuno conosce alcunchè, ossia non vi è formula sicura per confezionare un opera di grande successo. Le variabili sono numerosissime, e molte scarsamente prevedibili. 

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Sconto culturale

Si tratta di un elemento di grande importanza, e si basa sul fatto che un determinato programma televisivo, un film o un video radicato in una determinata cultura, e pertanto attraente nel mercato nazionale nel quale gli spettatori condividono una conoscenza comune ed un certo modo di vivere, avrà un'attrattività  ridotta altrove, in quanto per gli spettatori sarà difficile identificarsi con lo stile, i valori, le credenze, la storia, i miti, le istituzioni, l'ambiente fisico ed i modelli di comportamento diversi dai propri.

A causa della minore attrattività, un numero inferiore di spettatori guarderà un programma straniero, un film o un video, rispetto ad un programma nazionale dello stesso tipo e qualità. Pertanto il valore (introito potenziale) sarà inferiore per l'emittente straniera. Lo sconto culturale si calcola: VN (valore del prodotto nazionale equivalente) - VPI (valore del prodotto importato), il risultato fratto VNE (valore del prodotto nazionale equivalente.

EFFETTI: lo sconto culturale, quando è significativo, riduce i ricavi potenziali nei mercati esteri e pertanto agisce a svavore del commercio. Tuttavia lo sconto culturale varia con il "genere" del prodotto, il che spiega perchè il commercio è concentrato su poche categorie: drammi e azione, contro commedie. Talvolta lo sconto culturale è talmente grande che si esportano i "format" (strutture di base che caratterizzano un programma: soggetto, musiche, scenografie) piuttosto che i programmi. 

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Costi non recuperabili

L'intero costo di produzione di un prodotto audiovisivo viene sostenuto prima dell'impatto con il mercato (analogia con le spese di Ricerca & Sviluppo per la preparazione di un modello industriale). Nel caso dei prodotti seriali di intrattenimento, se non raggiungono gli ascolti minimi previsti è possibile agire sospendendoli dalla programmazione e quindi cancellando i costi di produzione.  

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Beni pubblici

Beni pubblici sono quei beni e servizi "a cosumo collettivo" (joint consumption goods), per i quali l'aumento del consumo da parte di un soggetto non riduce la disponibilità per il consumo di un altro (more for you means no less for me), pertanto il costo marginale è nullo: il godimento da parte di un individuo addizionale non comporta alcun aumento di costo mentre i costi di produzione sono soltanto fissi.

Le conseguenze sono che il prodotto audiovisivo è un bene a consumo collettivo: alti costi fissi e bassi costi marginali. Per essere profittevoli, le strategie di business per la vendita di beni pubblici devono ripetutamente sfruttare ciascun prodotto. Il vantaggio competitivo sta nel raggiungere il più elevato numero di spettatori possibile, anche esponendo il prodotto nel maggior numero di mercati raggiungibili.

QUINDI: il costo per la fornitura di un programma televisivo non dipende granchè dal numero di spettatori. Analogamente, il costo per la duplicazione e la distribuzione di una copia supplementare di un film o una videocassetta è molto piccolo rispetto al costo di produzione dell'opera. Il costo della produzione della prima copia (ovvero dell'originale) è analogo al costo di R&S, mentre il costo di duplicazione è analogo al costo unitario nella fase di fabbricazione; il primo è un costo molto alto rispetto al secondo. Il commercio internazionale diventa molto attraente, perchè gli introiti generati dai mercati esteri sono ottenuti ad un costo incrementale minimo, e ciò ha implicazione anche sui prezzi; è per questo che le imprese televisive che producono anche prodotti audiovisivi cercano di commercializzarli su più mercati (Home video, DVD) e all'estero (esistono delle aziende legate all'emittente che sono dedite esclusivamente alla commercializzazione: Rai Trade per Rai e  Media Trade per Mediaset). Il commercio internazionale si è, infatti, sviluppato proprio per la grande discrepanza tra il basso costo marginale collegato all'alto ricavo marginale. Vi sono, inoltre, grandi margini di manovra per il prezzo: attraente per l'esportatore (supera il costo marginale); attraente per l'importatore (è inferiore al ricavo potenziale del mercato di destinazione). 

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Telegiornali

I telegiornali (tecnicamente "rapporti informativi") rappresentano una frazione importante del tempo televisivo che gli  italiani dedicano alla TV. Ogni rete nazionale trasmette fra una e due ore al giorno di notiziari (il massimo sono i 65 minuti di Italia uno, il massimo i 140 di Raitre), con totale di circa 50 edizioni diverse di telegiornali sulle maggiori reti nazionali. Chiunque si occupi oggi in Italia a qualunque titolo di politica, di storia, di cultura, deve comunque tener conto che la prima fonte di informazione, cioè il modello di comportamento, di idee, di conoscenza del mondo, di proposte politiche e di mobilitazione di interessi, è per la maggioranza dei cittadini italiani il telegiornale (e per molti di loro anche l'unica). Per gli editori che li producono, i telegiornali rappresentano un impegno economico notevolissimo (un'ora di un telegiornale nazionale costa mediamente fra i 26 e i 52 mila euro, il che porta ad un budget annuo di decine di milioni di euro). Ma per essi il telegiornale rappresenta anche una grande raccolta di pubblico (il Tg1 della sera raccoglie in media il 30% di share, Tg2 e Tg3 17%, Tg4 11%, Tg5 28%, Studio Aperto 7%).

I telegiornali, in quanto elementi di forza della programmazione, sono per lo più preannunciati da promo o preview qualche minuto prima dell'andata in onda, onde tener stabile l'audience durante l'intervallo pubblicitario precedente alla trasmissione; la legge vigente viente l'inserimento di messaggi pubblicitari nei telegiornali che durino meno di 45 minuti, e comunque non prima che siano trascorsi 30 minuti dall'inizio. Essi, inoltre, non possono essere sponsorizzati. I notiziari si aprono di solito con dei titoli che illustrano le notizie forti del giorno, ma queste non sono trasmesse necessariamente subito in testa al telegiornale e nemmeno nella stessa sequenza dei titoli, in modo da obbligare all'ascolto di tutta la trasmissione, o di buona parte di essa, chi fosse interessato a non perdere una certa notizia specifica annunciata in apertura. In genere il telegiornale deve essere il più possibile "intonato" alla rete che lo ospita, e deve cioè avere una "forma" (scelta dei giornalisti, loro pronuncia e abbigliamento, l'arredamento dello studio,e anche la scelta delle notizie).

LA GERARCHIA DEL TELEGIORNALE

L'editore: di solito è una società concessionaria di una frequenza televisiva, che trae i suoi utili dalla vendita di pubblicità e di altri spazi promozionali, ed è obbligato, dalla legge innanzitutto ma anche dalla concorrenza, a dotarsi di un telegiornale. Oltre alla conduzione economica, l'editore è interessato alla linea politico-editoriale, soprattutto per indirizzarne le posizioni in una direzione che gli sembra opportuna, coerente con le sue idee e conveniente. Spesso il telegiornale è una voce in perdita dal punto di vista strettamente economico, ma è compensata dalla possibilità di scambi di favori con soggetti politici che si è deciso di appoggiare.

Il direttore: ai sensi della legge sulla stampa è il responsabile penale di tutto ciò che viene pubblicato sulla sua testata. E' lui che deve impostare le strutture organizzative del giornale e di conseguenza decidere assunzioni, licenziamenti, settori di lavoro, funzioni specifiche, incarichi, ed è lui che dovrebbe decidere quali notizie trasmettere, in che ordine, con che rilievo, con quali commenti, immagini, testi, ma questo potere è condiviso con l'editore. Anche se per la legge e per i contratti nazionali di lavoro il direttore è sovrano nel governo del giornale, egli è sempre revocabile immediatamente dall'editore.

I vicedirettori: In genere i direttori sono affiancati da un certo numero di vice e possono essere responsabili per un settore o per una particolare edizione del Tg. Spesso uno dei vicedirettori è nominato vicario, vale a dire che sostituisce automaticamente il direttore in caso di sua assenza o impedimento.

I capiredattori: in genere le redazioni sono divise in settori, che corrispondono alle pagine dei quotidiani, e a capo di ognuno di questi settori o desk sta di solito un caporedattore. Essi fanno capo ad un ufficio centrale (facente capo al direttore) che coordina l'attività dei diversi settori del Tg e decide gli spazi da assegnare alle diverse notizie, la titolazione, i materiali illustrativi da impiegare. Inoltre, in tutti i Tg si svolgono comunque alcune riunioni di preparazione (in genere due, una all'inizio del lavoro redazionale, a metà mattina, e una qualche tempo prima dell'edizione principale, a metà pomeriggio).

La segreteria di redazione: è l'organo tecnico della direzione che assicura l'organizzazione del prersonale e dei mezzi tecnici, predispone le "uscite" degli inviati e delle reltive squadre, coordina le ricerche d'archivio, il reperimento di eventuali ospiti, i rapporti con le agenzie nazionali ed internazionali di immagini e di notizie, tiene i rapporti con i responsabili del palinsesto della rete.

Gli inviati: sono i "solisti" che la direzione sposta per coprire le emergenze, o che incarica di inchieste fuorisede. Ad essi si affianca una squadra formata da operatori e tecnici.

I corrispondenti: sono giornalisti che di solito cono chiamati a raccontare i fatti di un paese, lavorando in una redazione del tutto simile a quella centrale del telegiornale. Il servizio del corrispondente è "personalizzato" e comporta un forte effetto di realtà con la sua presenza simbolica sul luogo origine della notizia.

I redattori: essi si occupano della selezione e organizzazione delle notizie, di spoglio delle fonti, di scrittura dei testi, montaggio delle immagini e così via.

 

LA PROGETTAZIONE E LA MESSA IN SCENA

Ancor prima di essere un notiziario con certi contenuti, ogni telegiornale è una trasmissione televisiva seriale, e della trasmissione televisiva condivide alcune caratteristiche fondamentali: un titolo, una sigla, un certo apparato tecnico; ma la base del telegiornale è la raccolta della notizia. Le fonti principali sono le agenzie, che hanno una fitta rete di corrispondenti sul territorio di loro competenza (Ansa, Adn Kronos, Aga, Asca, Reuter, Tass, Associated Press, United Press).

Raccolta delle immagini. Quando la notizia è giunta, si invia una troupe per la ripresa filmata dell'evento, oppure si raccolgono tramite canali specializzati attraverso l'acquisto del materiale video (Eurovisione, Intervision, Cbs, Visnews, Upi).

Progettazione. Il materiale che giunge dalle diverse fonti viene selezionato e catalogato per settori; partendo da un bilancio delle disponibilità, si procede allo scarto delle notizie "poco interessanti" o al loro decentramento in edizioni non principali. Si calcolano poi i tempi da attribuire alle singole notizie, si prevede il tipo di supporto video con cui accompagnarle, la collocazione nella sequenza temporale del programma.

Preparazione. Segue a ruota la preparazione e l'abbigliamento delle varie notizie. Si stabiliscono gli autori dei testi, i montaggi fra materiale di repertorio e nuovi commenti, si ordinano i grafici e le fotografie, si richiedono i servizi dalle redazioni locali decentrate, si organizzano i collegamenti, si convocano gli ospiti, e si prepara anche la notizia di riserva, cioè quelle scartabili se un imprevisto dovesse allungare la trasmissione, e quelle invece da aggiungersi se un imprevisto rendesse inutile o sorpassata una notizia giudicata prima importante.

Messa in onda. Il momento più delicato è poi quello della messa in onda. E' infatti d'obbligo, anche se il telegiornale e strettamente regolato, tenerlo tuttavia aperto ai possibili imprevisti, e fare attenzione alle notizie dell'ultim'ora. Succede così che un'equipe di giornalisti lavora in studio per tutto il tempo della durata del telegiornale per coprire eventuali novità usando i vari mezzi di comunicazione disponibili. Al conduttore, quindi, è richiesta anche la bravura nell'improvvisazione.  [torna su]

 

 

 

 

Approfondimenti

Si tratta di programmi il cui oggetto fondamentale sono le notizie diffuse attraverso i telegiornali.  Esse vengono selezionate per genere, nel caso di programmi che trattano esclusivamente generi specifici, oppure per importanza. Il loro scopo è quello di fornire dettagli maggiori attraverso nuovi contributi (indagini e servizi giornalistici, interviste, ospiti di rilievo) con uno spazio dedicato agli ultimi aggiornamenti, nel caso si tratti di eventi che non hanno concluso la loro "vita". Programmi del genere hanno origine nel decennio '60-'70 con I viaggi del telegiornale, un reportage spesso civilmente impegnato che porta il mondo esterno nelle case degli italiani. Solitamente i temi affrontati dai programmi di approfondimento di rilievo sono quelli politici e i fatti di cronaca sociale di forte coinvolgimento emozionale (Tv7 battezzato nel 1963 è il primo modello del tutto originale, di assoluta qualità, nell'informazione di approfondimento, in cui era già possibile scorgere i caratteri del moderno news magazine, il prodotto informativo sempre più rispondente alle esigenze di un'attualità; seguono esperienze importanti come Mixer di Giovanni Minoli, Linea diretta di Enzo Biagi, Porta a porta di Bruno Vespa e Anno Zero, erede di Sciuscià e Samarcanda di Michele Santoro, Excalibur, Ballarò ). Altri mescolano sapientemente oltre ai generi citati, anche la cronaca rosa fino alla mondanità (La vita in diretta, Verissimo). Altri programmi sono quelli di durata breve che forniscono brevi ma accurate focalizzazioni su un avvenimento (dalla Cartolina di Andrea Barbato a Spot, Il caso e Il fatto di Enzo Biagi, Batti e ribatti, transitando per il più spinto Sgarbi quotidiani del focoso Vittorio Sgarbi). Solitamente si tratta di programmi seriali a cadenza settimanale, ma possono essere anche edizioni speciali legati a fatti di notevole importanza.  

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La fiction

La fiction è una tipologia di programma che comprende diversi generi: film per la Tv e per le sale cinematografiche, telefilm, soap opera, telenovela, sit com, ecc. Qualora si volesse riprendere la definizione autentica che si rifà al latino "fingere", in questa tipologia dovrebbe rientrare tutta l'offerta Tv, ma a quel punto la classificazione risulterebbe superflua. L'odierno uso del termine richiama solo quei programmi tipo le miniserie e i film per la Tv prodotti in Italia, ma nella nostra classificazione è opportuno comprendere qualcosa in più.

Nell'offerta televisiva della stagione 2002 la fiction ha subito una contrazione scendendo dal 36% al 32%. Tutti i generi ad essa legati sono scesi ad eccezione delle miniserie ma tutti hanno prodotto un ascolto più elevato delle stagioni predenti. Meno proposte ma più godibili da parte del pubblico, dunque più di "qualità". La formula vincente è  fiction breve, due puntate da full immersion in un tema, un personaggio storico e rilevante legato al nostro paese (Io e il Duce, Padre Pio, Perlasca un eroe italiano, Maria Josè l'ultima regina, Papa Roncalli, Don Bosco, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone), o addirittura di interesse internazionale come Napoleone, grande coproduzione europea senza precedenti. Si tratta di una piccola svolta rispetto alla fiction di un tempo, legate all'immaginario internazionale, come La piovra, o ad imprese storiche molto lontane come Cristoforo Colombo. Altre volte, però, il successo arrise a fiction legate a temi religiosi come dimostra la sequenza di opere televisive dedicate a protagonisti della Bibbia (San Francesco, Il libro di Giobbe, Giuda, Pietro, San Giovanni l'apocalisse), oltre a Padre Pio la cui storia è stata proposta da entrambi gli editori,  a Madre Teresa e Rita da Cascia. Le produzioni nazionali riscontrano molto successo a patto che raggiungano un livello qualitativo accettabile dal pubblico e da esso percepito come tale. Tuttavia sono i prodotti made in Usa che continuano a dominare l'emesso per quantità. Il 64% di film, film per la Tv, serie e miniserie le emittenti italiane lo acquistano dai produttori nordamericani. Fra i paesi europei primeggiano le fiction di origine tedesca che occupano il 2,7% dell'offerta, seguite da quelle francesi con 1,5%. 

Fiction di produzione interna programmata nei principali network nei 5 più importanti mercati televisivi europei dal 1996 al 2000 (numero di titoli)

  1996 1997 1998 1999 2000
Germania 296 348 373 347 361
Gran Bretagna 200 193 203 203 151
Spagna 27 36 33 51 54
Italia 43 42 63 65 62
Francia 194 183 204 178 171
Totale 760 802 876 844 799

 

 

 

 

   Film 

Fanno parte della categoria dei prodotti singoli, cioè quei programmi la cui narrazione si esaurisce in un unico episodio e che si basano su storie e personaggi di volta in volta originali. Tuttavia esistono alcuni film (film sequel) basati sulla continuità di personaggi o della narrazione (Agente 007, Roky, Rambo, Indiana Jones, Guerre stellari, Ritorno al futuro, Ghostbusters, Il silenzio degli innocenti, Nightmare, La notte di Halloween per citare i più grandi. Un esempio tutto italiano è firmato da Neri Parenti con Fantozzi e dai fratelli Vanzina, con il sequel di Vacanze di Natale che diviene presto il tormentone cinematografico del periodo natalizio); la continuità è a volte prevista e a volte no, ciò dipende molto dal successo economico ottenuto e dalla previsione degli investimenti.

I film si differenziano quasi esclusivamente dai Tv-movies per i canali di distribuzione utilizzati; essi infatti sono destinati in primo luogo alle sale cinematografiche e vengono trasmessi in televisione sono dopo un certo periodo di tempo dalla loro uscita nei cinema (si tratta delle cosiddette windows, stabilite dalla legge per proteggere i vari mercati: 7 mesi per l'home video e il DVD, 12 mesi per le Pay Tv, 24 per la free Tv). I diritti di trasmissione vengono acquistati attraverso accordi diretti con le case di produzione/distribuzione o tramite i vari festival internazionali (Cannes, Venezia, Berlino, Milano) e comportano investimenti notevoli (per quelli di primo passaggio, che rappresentano i titoli di maggiore attrazione del pubblico). 

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Tv movies

I Tv movies insieme alla categoria dei film, appartengono alla tipologia dei prodotti singoli, e la differenza è che mentre i film sono destinati alle sale cinematografiche, i Tv movies vengono prodotti direttamente per il mercato televisivo, che a differenza dei film, rappresenta il mercato primario di sbocco. I film per la tv sono realizzati con tecnica fotografica, come per i film, e solitamente vengono prodotti o commissionati direttamente da un editore televisivo che ne acquisisce i diritti esclusivi. Non si tratta di un prodotto molto diffuso, poichè si preferiscono gli sceneggiati che, essendo proposti in più puntate, possono fidelizzare con il pubblico e creare livelli di audience stabili e quindi prevedibili.

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Telefilm

Fanno parte dei prodotti seriali, cioè quei programmi a puntate o episodi basati sulla continuità della narrazione o solamente dei personaggi, e sono destinati esclusivamente alla trasmissione televisiva. I telefilm, insieme ai sit-com, si basano sulla continuità dei soli personaggi, ossia sono privi di storia e di memoria e quindi ogni episodio ha una conclusione e rappresenta una unità indipendente e separata che si pone accanto alle altre. Essi  hanno una durata non superiore ai 60 minuti, e a differenza dei sit-com, sono programmi di qualità tecnica superiore (paragonabile a quella dei film), girati sia in interni che in esterni.

Il boom dei telefilm avviene nella metà degli anni '70 per culminare poi con la nascita delle emittenti private nazionali, che puntavano su tali prodotti di provenienza americana sia per il basso costo, sia per creare un rapporto di fidelizzazione con il pubblico in vista degli introiti pubblicitari. Sono gli anni di Furia a cavallo del West, Happy days, La casa nella prateria, Dallas, Saranno famosi, che raccolgono consensi in tutta la famiglia media italiana, fino a Medici in prima linea. Tra gli anni '80 e '90, prendono il posto i polizieschi, come Il tenente Colombo, Kojak, Sulle strade della California, Stursky e Hutch, C.hi.p.s, Beretta, fino ai primi anni '90 con Hunter, Miami vice, La signora in giallo a cui si affiancano prodotti di origine europea (mercato che stava ottenendo sviluppi grazie anche al supporto delle Comunità Europee), come L'ispettore Derrik e Il commissario Koster, Il commissario Rex. L'ultima serie di successo che arriverà fino ai nostri giorni è X-Files, che mischia il poliziesco con il mistero del paranormale. Da sottolineare anche una produzione italiana che si avvia timidamente nei primi anni '90, con L'ispettore Sarti ed esplode successivamente con Il vigile urbano, Quei 36 gradini, Pronto soccorso, Commesse, fino a Distretto di polizia, Il maresciallo Rocca, Un medico in famiglia, Don Matteo, Carabinieri, La squadra (prima fiction a lunga serialità prodotta dal centro di produzione Rai di Napoli con la Pearson Television), Il commissario Montalbano, La omicidi. 

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Sit com

Fanno parte dei prodotti seriali, cioè quei programmi a puntate o episodi basati sulla continuità della narrazione o solamente dei personaggi, e sono destinati esclusivamente alla trasmissione televisiva. I  sit-com, insieme ai telefilm, si basano sulla continuità dei soli personaggi, ossia sono privi di storia e di memoria e quindi ogni episodio ha una conclusione e rappresenta una unità indipendente e separata che si pone accanto alle altre. Essi  hanno una durata non superiore ai 60 minuti, e a differenza dei telefilm, sono programmi di qualità tecnica inferiore (ripresa elettronica), con una struttura narrativa simile a quella teatrale, per cui sono girati esclusivamente in interni, in uno o pochi ambienti, e alle battute degli attori vengono sovrapposte le reazioni (risate, disapprovazione) di un ipotetico pubblico.

Come per i telefilm, anche la loro iniziale provenienza è tutta americana, sia per la disponibilità del prodotto, sia per il loro basso costo che ben si prestava a riempire i palinsesti delle televisioni private, principali acquirenti. Tra le più famose sit com citiamo Arnold, Sanford & Son, I Robinson, Vita da streghe. Tra i tentativi di produzioni italiane, la sit com per eccellenza è quella creata da Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, Casa Vianello, cui si è affiancato Nonno Felice, con Gino Bramieri.  

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Sceneggiato

 Lo sceneggiato, insieme alla soap opera e alla telenovela, è un prodotto seriale in cui vi è continuità della narrazione, e quindi di alcuni o tutti i personaggi. In questo caso la narrazione è strutturata a puntate, per cui ogni episodio non ha conclusione ma rimanda a quello successivo e presuppone quello precedente. Lo sceneggiato si compone di poche puntate con una durata che può oscillare tra quella relativa ad un telefilm a quella di un film. La tecnica di ripresa è solitamente di qualità superiore (pellicola), ed i luoghi di ripresa sono sia interni che esterni.

Molte fictions hanno la struttura di uno sceneggiato, che rispetto ai Tv movies, essendo strutturati in più di una puntata, fungono da strumento per fidelizzare il pubblico e per realizzare livelli alti e stabili di audience. Il Centro di produzione Rai di Milano, costruito tra il 1940 e il 1943 in Corso Sempione, costituiva il centro nevralgico della prima produzione televisiva della emittente pubblica. Il primo sceneggiato prodotto dalla televisione italiana risale al 1963 ed è il Mastro don Gesualdo di Verga, realizzato da Giovanni Vaccari. Uno dei padri fondatori dello sceneggiato televisivo, Sandro Bolchi, diresse sempre nel '63 Demetro Pianelli, e I promessi sposi, in onda sulla Rete 1 a partire dal 1° gennaio 1967 in prima serata. Seguì nel decennio successivo L'Odissea,  di Franco Rossi, realizzata da Dino De Laurentis, Cristoforo Colombo prodotto da Silvio Clementelli, e il Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli, esperimenti che sanciscono il nuovo rapporto tra grande e piccolo schermo. Nell'era della concorrenza con le emittenti private, cambiano i temi degli sceneggiati, passando dai romanzi a soggetti di maggiore attualità, più commercialmente esportabili,  come la droga e  la mafia. Il prodotto che sancisce la nascita della fiction televisiva, esportata in Europa e nel mondo, è La piovra che diverrà un appuntamento stagionale  con simili caratteristiche di un evento mediale. Seguiranno negli anni '90 numerose produzioni che basano la loro formula vincente sul rappresentare la cultura ed il costume nazionale, come Un cane sciolto, La storia spezzata, Uno di noi, Incantesimo (che rappresenta il primo sceneggiato a lunga serialità), Vento di ponente, Sospetti, Orgoglio, Amanti e segreti  fino a produzioni più impegnative e pubblicizzate con largo anticipo e con la dovuta enfasi, che rappresentano fatti storici, di cronaca, religiosi, e personaggi di grande rilievo: Io e il Duce, Giovanni Falcone, Il giudice ragazzino, Ultimo, Padre Pio (addirittura in doppia produzione), Maria Josè l'ultima regina, Perlasca un eroe italiano, Papa Roncalli, Napoleone, San Francesco, Il libro di Giobbe, Giuda, Pietro, San Giovanni l'apocalisse, Madre Teresa, Don Bosco, Rita da Cascia, Paolo Borsellino.

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Soap opera

Le soap operas, insieme allo sceneggiato e alla telenovela, è un prodotto seriale in cui vi è continuità della narrazione, e quindi di alcuni o tutti i personaggi. In questo caso la narrazione è strutturata a puntate, per cui ogni episodio non ha conclusione ma rimanda a quello successivo e presuppone quello precedente. La soap opera ha un numero di puntate molto elevato e indefinito (nel senso che la serie si conclude nel momento in cui il pubblico che la segue diminuisce drasticamente determinandone quindi la fine a opera degli sceneggiatori). La tecnica di ripresa è solitamente inferiore (elettronica) ed i luoghi di ripresa sono prevalentemente interni.

L'origine di mercato è principalmente dell'America latina, segue quella Statunitense, che forniscono i circuiti di network privati nazionali ed europei con costi d'acquisto relativamente accessibili, che forniscono anche alla piccola/media azienda uno strumento per poter fidelizzare il pubblico. I titoli sono infiniti, ci soffermiamo sulle prime innovative produzioni tutte italiane di successo, come Un posto al sole (centro di produzione Rai-Napoli) e Vivere (produzione Mediaset).   

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Telenovela

Le telenovela, insieme allo sceneggiato e alla soap opera, è un prodotto seriale in cui vi è continuità della narrazione, e quindi di alcuni o tutti i personaggi. In questo caso la narrazione è strutturata a puntate, per cui ogni episodio non ha conclusione ma rimanda a quello successivo e presuppone quello precedente. L'elemento distintivo è che la  telenovela ha un numero di puntate molto elevato ma definito, per cui la sceneggiatura prevede fin dall'inizio la fine della serie. La tecnica di ripresa è solitamente inferiore (elettronica) ed i luoghi di ripresa sono prevalentemente interni. Telenovela per eccellenza è Beautiful.  

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Animazione

I prodotti di animazione si basano su messe in scena artificiali con protagonisti e scenografie non reali, frutto di elaborazioni computerizzate. Il progresso informatico rende tali prodotti sempre più sofisticati tanto che negli ultimi anni si assiste alla realizzazione di opere con personaggi molto simili alle movenze di un essere umano, grazie alla possibilità di poter elaborare milioni di dati al secondo. Gli anni novanta hanno registrato una forte crescita del mercato dell'animazione, un comparto dove in caso di successo la redditività è assai elevata. E' un segmento che gode usualmente di una lunga vita commerciale e che può dar luogo a consistenti ricavi da diritti derivati. I rischi sono, tuttavia, ugualmente rilevanti, data la configurazione di nicchia di questo particolare settore. Per questa ragione, i produttori devono avere una chiara strategia in ciascuno dei segmenti del business, dal finanziamento alla progettazione, dalla produzione allo sfruttamento diluito possibilmente nel tempo. Sul mercato della diffusione televisiva da satellite, le quattro major americane di prodotti per ragazzi (Cartoon Network, Disney, Nickelo-deon, Fox Kids) hanno perseguito negli ultimi anni una politica serrata di copertura del mercato internazionale, con particolare attenzione al mercato europeo. Esse alimentano poco meno della metà dei cento canali dedicati ai bambini in tutto il mondo. In aggiunta, vi sono oltre venti canali la cui programmazione è interamente coperta da programmi d’animazione. Va infine registrata, in seno ai palinsesti delle televisioni generaliste, una tendenza ad estendere in qualche caso la programmazione dei film di animazione negli slot di prima serata e ciò è avvenuto in varie occasioni anche in Italia sia sulle reti pubbliche sia su quelle private, anche al di fuori dei tradizionali appuntamenti natalizi. Nei lungometraggi, l’Italia ha registrato, con La gabbianella e il gatto, un successo internazionale di pubblico (al quarto posto negli incassi degli ultimi anni di produzioni europee di animazione, al terzo se si considera che Galline in fuga è una produzione anglo-americana) e la consapevolezza di disporre di una discreta capacità di competere in questo settore.

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Varietà

Lo spettacolo di varietà è il programma principe della categoria dell'intrattenimento, ed ha origini storiche legate alla nascita della televisione nei primi anni '50. In esso sono presenti elementi (la gara di abilità, il gioco, la conquista di premi in denaro, musica, ballo, comicità, ospiti) che possono essere tutti presenti in egual importanza, oppure che qualcuno possa avere maggiore enfasi su un altro; elementi che hanno costituito a poco a poco la struttura portante dell'intrattenimento degli italiani.

ORIGINI 

Gli spettacoli televisivi sono la diretta discendenza di quelli già ampiamente affermati negli anni predenti grazie alla radio, che ha rappresentato una vera e propria palestra per molti professionisti "traslocati" poi nella televisione e nel cinema (Alberto Sordi, Federico Fellini, Age, Steno, Mario Riva, Arnoldo Foà, Sergio Zavoli, Paolo Valenti, Nando Martellini, Enrico Ameri, Piero Angela, Corrado Mantoni, Mario Carotenuto, Nunzio Filogamo, Enzo Tortora, Mike Bongiorno, Carlo Dapporto, Walter Chiari, Febo Conti, Franca Valeri, Carlo Croccolo, Nino Taranto, Renato Rascel, Teddy Reno). Infatti, molti spettacoli riprendono formule già collaudate in radio: Campanile sera (1960), presentato da Mike Bongiorno è il diretto discendente de Il campanile d'oro; Il musichiere, cavallo di battaglia di Mario Riva, deriva da Il motivo in maschera che conduceva in radio Mike Bongiorno; Canzonissima, tenuto a battesimo da Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli è l'erede di Le canzoni della fortuna; Domenica in, discendente di Domenica insieme, condotto da Pippo Baudo, La Corrida, omonimo, condotto da Corrado Mantoni. Il primo varietà televisivo venne trasmesso dal Teatro dell'Arte del Parco Sempione: Uno, due, tre. firmato da Scarnicci e Tarabusi e presentato da Mario Carotenuto, sostituito poi da Riccardo Billi e Mario Riva, a loro volta rimpiazzati dai mitici Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi.

Ma la televisione, che molto deve alla radio, ben presto acquisisce quella autonomia grazie al grosso successo ottenuto dal varietà televisivo. La musica, la grande orchestra, la popolarità dei direttori, diventano gli ingredienti di una formula che resterà praticamente immutata per alcuni decenni; Canzonissima (anno 1958, mamma dell'attuale spettacolo di varietà televisivo) tiene a battesimo quella formula e, collegandosi al morbo nazionale della lotteria, terrà banco per diciotto edizioni: un record! Si trattava di uno spettacolo con cui la Rai aveva l'ambizione di <<far invidiare Brodway>>, costruito in grandi studi, con scenografie stupefacenti, vistosi corpi di ballo e modalità di linguaggio televisivo fino ad allora inusitate, con lunghe carrellate, campi lunghi o lunghissimi in grado di mostrare, in un sol colpo d'occhio, tutta la magnificenza dell'apparato spettacolare. Canzonissima è inoltre il trampolino di lancio per divi emergenti: Sandra Mondaini, Corrado, Raffaella Carrà, Loretta Goggi e Pippo Baudo.

OGGI

Tutto il periodo che va dalla fine degli anni '70 alla metà degli anni '90, sono caratterizzati da formule sempre ereditate da Canzonissima, che si ripropongono ogni stagione, con cadenza settimanale coincidente con il sabato sera. Si parte da Domenica in, 1976, programma a contenitore per eccellenza, avviata da Corrado (unico programma ancora cavallo di battaglia del palinsesto Rai, sebbene negli ultimi tempi vi siano stati problemi legati a formule stucchevoli e alla guerra concorrenziale con le reti Mediaset), Portobello del grande Enzo Tortora (primo esempio di un grande prodotto che mescola perfettamente il genere quiz-show, reality-show (Tv-verità e di manifestazione di emozioni forti con le rubriche Dove sei? e Fiori d'arancio) e varietà. Poi Fantastico, battezzato da Claudio Cecchetto, e il G.B. Show, creatura di Gino Bramieri, per arrivare a  Europa Europa, trampolino di lancio per Fabrizio Frizzi ed Elisabetta Gardini,  Scommettiamo che?, e le ultime formule, riproposte per più stagioni, Carramba e Furore, ideati da Sergio Japino e Raffaella Carrà. Altri programmi seriali da citare sono La corrida, Beato tra le donne, Stranamore, In bocca al lupo, Buona domenica, gli spettacoli della compagnia "il Bagaglino" di Pier Francesco Pingitore autore anche di Si si è proprio lui, ultima formula (di ottimo rapporto qualità/costo) proposta dalla Rai legata alle imitazioni e condotta da un'esordiente Luisa Corna; I raccomandati, condotto da Carlo Conti. Il varietà ha anche assunto alla fine degli anni '90 il ruolo di traino tra il Tg della sera e il programma di prima serata, sotto forma di 'pillole', con La zingara  tratto dal successo di  In bocca al lupo, Caccia al tesoro condotto da Enzo De Caro, una 'fetta' di Quiz show di Amadeus, Zitti tutti parlano loro che segnò il ritorno di Jonny Dorelli alla televisione, Il castello guidato a turno da Pippo Baudo, Carlo Conti e Mara Venier, Affari tuoi nel 2003/2004 e 2005 condotto da un Bonolis che porta dopo tanti anni la Rai a battere Striscia la notizia.  Riguardo la televisione commerciale, la straordinaria rivelazione fu nel 1983 con Drive in, di Antonio Ricci, il più popolare ed innovativo cabaret televisivo degli anni '80 trasmesso da Italia Uno.

La formula della ripetizione è andata via via scemando, sia perchè era necessario puntare su nuove idee, più fresche e in sintonia con i gusti del pubblico, sia per cercare nuove formule di successo che potessero poi, a loro volta, essere riproposte, seppur con alcuni cambiamenti atti a dare un pizzico di novità al programma (Carramba che sorpresa, Carramba che fortuna). Già un esempio di non serialità (al tempo criticata per non essere riproposta) fu data negli anni '80, con programmi di successo Quelli della notte e Indietro tutta, di Renzo Arbore, che hanno segnato la trasformazione del varietà, la televisione per far la critica alla televisione; programma che anticiperà il successo di Schegge, Blob, Avanzi (ideati da Piero Chiambretti) e di Striscia la notizia (che tutt'oggi si mescola ad un programma di approfondimento). A partire dalla fine degli anni '90, si assiste invece alla ideazione di spettacoli che nascono per essere proposti una singola stagione, e con puntate ridotte, tutti però con un notevole sforzo economico e promozionale atto a creare una sorta di evento, e quindi un'attesa quasi irresistibile per il pubblico. E' l'epoca dell'one-man-show  e degli show in cui scompare il presentatore tradizionale, per lasciare il posto a personaggi di varia provenienza del mondo dello spettacolo; è anche l'epoca delle sperimentazioni, che ci abitua a vedere alcune riuscite (Novecento, ideato dall'intramontabile Pippo Baudo, incentrato sulla presentazione di personaggi, storie e fatti di determinati periodi del 1900, con ospiti in studio, e La televisione, sempre di Baudo, che commemora i 50 anni della televisione) e altre scomparire dopo poche edizioni (Ciao Darwin, Il Gladiatore, Tacchi a spillo). Un discorso speciale merita Mai dire goal della Gialappa's Band, nato come programma di commento sportivo alle giornate di campionato, e trasformatosi in vero e proprio show nelle edizioni successive, con un format (carrellata di personaggi comici chiamati da studio a mò di collegamento) molto copiato dalle emittenti locali essendo di budget basso.

Sotto il profilo economico, i programmi di varietà e intrattenimento a volte si basano su strutture e formule (format) ideate o realizzate sa soggetti esterni, dai quali se ne acquistano i diritti di sfruttamento, e che implicano una successiva elaborazione da parte dell'impresa di produzione; i costi si aggirano intorno ai 700 dollari a puntata (quiz/varietà) nel day-time e a 3500-7000 dollari a puntata nel prime-time.  

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Talk-show

Il talk-show è una derivazione di uno spettacolo di varietà, appartenente alla categoria dell'intrattenimento, con la differenza sostanziale che basa la sua formula di fondo sullo spettacolo prodotto dalla discussione tra due o più persone, che viene moderata da un presentatore; le persone possono essere scelte tra la gente comune, oppure tra personaggi noti, ed è solitamente presente in sala un pubblico che può essere chiamato a partecipare o meno alla discussione. Gli argomenti oggetto del talk show possono essere svariati, e spaziano dalla politica alla vita sociale, fino a quella privata dei protagonisti (Amici, C'è posta per te, condotti da Maria De Filippi, Un pugno e una carezza e Al posto tuo di Alda D'Eusanio). Molto spesso la formula del talk show è prestata a quella degli approfondimenti previsti nella categoria dell'informazione, come Porta a porta di Bruno Vespa o Sciuscià di Michele Santoro (che hanno generato il genere ibrido dell' infoteinment) ed Excalibur.

Anche il talk-show ha origine da precedenti esperienze radiofoniche di successo, basti pensare che il più famoso e longevo talk-show italiano, il Maurizio Costanzo show, ideato e condotto dal giornalista Maurizio Costanzo, è l'erede diretto di Cabaret delle 22 del 1965 e Bontà loro, sempre condotti da Costanzo, che inaugurano la gentile chiacchiera da salotto su usi e costumi dei cittadini romani. Caratteristiche salienti di questo tipo di spettacolo, sono sicuramente i temi interessanti che dovrebbe coinvolgere gli spettatori, ma in altri casi sono i contrasti tra i protagonisti, o tra i protagonisti e il pubblico, che innescano accese discussioni ben volute dai conduttori, ma nello stesso tempo controllate nei limiti della tolleranza; oppure la presenza di una vena satirica che diverte grazie alla partecipazione di comici appositamente invitati, o personaggi stravaganti che incuriosiscono il pubblico.  

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Quiz-show

Anche il quiz-show ha origini che coincidono con la nascita della televisione, e che aveva sperimentato il suo successo già con la radio. Il quiz-show è anche il tipo di programma che da alla televisione quella centralità e quel successo che spingerà lo sviluppo e la crescita del mezzo stesso; basti citare, infatti, Lascia o raddoppia? programma cult del giovanissimo Mike Bongiorno che alla fine degli anni '50 veniva proiettato anche nelle sale cinematografiche, le quali sopperivano alla scarsa presenza degli apparecchi televisivi nelle famiglie italiane dell'epoca.  I quiz-show dimostrarono l'efficacia spettacolare della partecipazione di personaggi qualunque presi dai più diversi angoli della provincia italiana. Di forte ispirazione americana, le trasmissioni mostravano una inconfondibile impronta casalinga; ecco perchè, nonostante la forte caratterizzazione del suo modello americano, Lascia o raddoppia? è per gli italiani il momento della scoperta della Tv, e al tempo stesso, il momento il cui la Tv scopre l'Italia, legittimandosi come strumento privilegiato di rappresentazione dello status culturale medio. Il 5 febbraio del 1970 prese poi il via sul Secondo canale un nuovo e fortunatissimo quiz condotto da Mike Bongiorno e diretto dal regista Piero Turchetti: Rischiatutto, che contò ben cinque edizioni fino al 1974 con una media di 20 milioni di telespettatori. Nel 1975 fu la volta di Spaccaquindici (successivamente Un colpo di fortuna e Chi?), trampolino di lancio di Pippo Baudo

Dopo il successo dei primi anni di vita della televisione, nel corso degli anni '80, con l'affermazione delle emittenti private nazionali, il quiz-show gode del suo momento di crescita, per i bassi costi di produzione, e grazie anche al passaggio di Mike Bongiorno (già noto come il re del quiz televisivo) alle reti di Silvio Berlusconi, collezionando successo dopo successo con Flash, Bis, e La ruota della fortuna (attualmente ancora in programmazione, sempre con la conduzione dell'inossidabile Mike Bongiorno); ad essi si affianca anche Il pranzo è servito, guidato per molti anni da Corrado Mantoni.

Nel corso degli anni '90, il quiz perde la sua centralità nel palinsesto televisivo per dare spazio ad altri generi di intrattenimento più spettacolari, anche se spesso viene proposto in forme ridotte all'interno di spettacoli di varietà; ma alla fine degli anni '90 torna nuovamente alla ribalta, prima con quiz-show a tema, come Sarabanda (musicale condotto dall'esordiente Enrico Papi), poi con quelli generalisti come Passaparola, Chi vuol essere miliardario e Quiz-show, che hanno rivoluzionato i palinsesti sia delle reti private che pubbliche, dopo il successo immediato ottenuto (si ricordi, infatti, che Quiz show entrò in programmazione su Raiuno improvvisamente nel 2000, sospendendo il collaudato In bocca al lupo, sulla scia del successo che stava risquotendo Chi vuol essere miliardario in onda su Canale5). Il successo è continuato nel 2002 e nel 2003  con la trasformazione, dato l'avvento dell'Euro, di Chi vuol essere miliardario in Chi vuol essere milionario,  e con un nuovo format trasmesso sulle reti Rai L'eredità "erede" di Quiz Show, sempre condotto da Amadeus.

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Reality-show

Il reality-show fa parte degli spettacoli di intrattenimento di recente successo, che rappresentano una variante abbastanza netta rispetto ai varietà tradizionali che hanno fatto la storia della televisione. Essi imperniano la loro struttura su dei protagonisti, consapevoli o meno di far parte di un programma televisivo, che vengono ripresi nello svolgimento della loro vita normale, o in situazioni ben definite dagli autori. Il loro successo è dovuto alla curiosità del pubblico nel vedere come si comportano dei loro pari al presentarsi di eventuali situazioni, semplici o critiche, da soli o  nei rapporti sociali. La mamma del reality-show è certamente Specchio segreto di Nanni Loi, che utilizzava una telecamera nascosta e degli attori per creare situazioni imbarazzanti in ignare persone, che con il loro comportamento creavano lo spettacolo, e nello stesso tempo contribuivano alla conoscenza del paese, della vita nascosta e inespressa dei suoi abitanti, dei comportamenti banali e delle abitudini indotte. Erede è negli anni '80 Il milionario, di Jocelyn, poi Scherzi a parte, Il protagonista,  fino ai recenti Indovina chi viene a cena, ritratto dei valori della famiglia media italiana,   Saranno famosi e Operazione trionfo dedicati ai sogni di protagonismo nel mondo dello spettacolo da parte dei giovani; e poi ancora Paperissima e Real-tv che presentano filmati amatoriali su aspetti spettacolari di vicende quotidiane. Il più noto, però, è sicuramente Grande fratello, format americano venduto in tutto il mondo basato su una casa-set nella quale sono chiamati a convivere un gruppo di ragazzi. Altri prodotti simili sono Survivor, The contendersL'isola dei famosi (primo vero reality-show trasmesso da Raidue), La talpa, La fattoria, Music Farm (questi ultimi vedono l'utilizzo dei personaggi famosi, talvolta scelti tra quelli non più in vista sul mercato televisivo). Tra i prodotti ad alto budget possiamo includere Carramba che sorpresa! e Carramba che fortuna! considerando il succo del format che è basato sulle sorprese preparate ad ignare persone, in studio e fuori studio. 

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  One-man-show

Si tratta di un'evoluzione del tradizionale spettacolo di varietà televisivo, con il quale condivide ancora l'alto budget di produzione, la spettacolarità delle scenografie, dei balletti e delle musiche, la collocazione nella prima serata del sabato sera. Gli elementi distintivi, invece, sono il numero leggermente ridotto delle puntate e la caratteristica centrale: la conduzione. Essi, infatti, non hanno la presenza di un presentarore che guida l'alternarsi degli eventi caratterizzanti il programma, frapponendosi come mediatore tra protagonisti dello spettacolo e il pubblico; nel one-man-show, lo spettacolo stesso è fatto da chi fa già parte del mondo dello spettacolo, che simulandosi come conduttore, è esso stesso protagonista degli eventi del programma, non solo presentandoli, ma facendoli suoi con la sua centrale presenza. Una sorta di capostipite del genere, seppur con budget molto più ridotto,  può essere ricondotto alle edizioni del G.B. Show in onda sulle reti Rai negli anni '80, incentrati sul personaggio di Gino Bramieri. Ma il primo vero grande spettacolo del genere che ha dato vita a questo filone è stato C'era un ragazzo, nel 1998, che ha avuto come protagonista un cantante, Gianni Morandi, ed era incentrato sulla sua vita artistica, le sue canzoni, con la partecipazione di numerosi ospiti legati artisticamente o per amicizia al cantante. La prova ebbe successo, e ci fu un altro programma simile con un altro cantante famoso, Adriano Celentano con il suo Il re degli ignoranti nel 1999, che per il gran successo di pubblico, ebbe l'anno seguente anche una seconda edizione, 150 milioni di c........ Fu poi la volta di un uomo di spettacolo, Rosario Fiorello, con Stasera pago io, che guidò una serie di puntate nel 2001 con altrettanto successo di audience e che si è ripetuta nel 2002 con successo ancora più forte. Fiorello è poi tornato nel 2004 con Fiorello, in un'altra serie di grande successo. Seguì nell'anno 2002 Citofonate Calone con Massimo Ranieri.  Visto che la formula ha avuto risultati migliori di quelli sperati, tra il 2001 e il 2002 si decise, senza non poche polemiche, di abbinare la lotteria Italia, per la prima volta nella storia della televisione,  ad uno spettacolo del tipo one-man-show, il cui protagonista era un artista comico emergente, Giorgio Panariello in Torno sabato; l'esperimento è stato perfetto, con il grosso contributo di un cast affiatato. Tale successo ha fatto sì che anche nell'anno successivo la Lotteria Italia fosse abbinata ad un altro one-man-show, dal titolo Uno di noi, con un budget altissimo, richiamando un vecchio protagonista, collaudato, amato da gran parte degli italiani, Gianni Morandi, che, considerato il peso della trasmissione, è stato affiancato da un'artista completa, Lorella Cuccarini. Nel 2003/2004, considerato il successo dell'anno precedente, il sabato della lotteria è stato per la seconda volta affidato a Giorgio Panariello con una nuova edizione di Torno sabato. Nel 2004 ancora Panariello, con Ma il cielo e sempre più blu, non più legato alla lotteria, un esperimento nuovo senza più il cast tradizionale Panariello-Belli-D'Acquino.   Nel 2002 altro spettacolo del genere è stato, poi, affidato a Lucio Dalla affiancato da Sabrina Ferilli, con La bella e la besthia, sempre sulle orme dei primi spettacoli analizzati. Il primo One-man-show del 2003, che segue il programma di Gianni Morandi è affidato ad un trio sperimentale che vede al centro l'attore Claudio Amendola, con Roberta Lanfranchi e Matilde Brandi in Amore mio, diciamo così.  Tutti i titoli analizzati sono legati ai palinsesti Rai; per Mediaset possiamo citare l'esperimento di Al Bano: una voce nel sole.

Il successo di tale formula, come è facilmente prevedibile, è legato molto al protagonista, alla sua fama presso il pubblico, alla sua bravura, alla sua scarsa presenza in video e al suo dinamismo nel passare dal suo ruolo tradizionale a quello di conduttore e artista quasi completo, capace di tenere due ore e mezzo di diretta aiutato dagli ospiti che si alternano sul palco insieme a lui. A ciò si è aggiunto il livello crescente di insofferenza del pubblico nei confronti dei presentatori tradizionali onnipresenti nei varietà di una certa importanza, cui si punta ora prevederne una presenza più ponderata e mirata (Carlo Conti, Giancarlo Magalli, Pippo Baudo, Paolo Bonolis, Amadeus, Milly Carlucci, Gerry Scotti, Mara Venier). E' doveroso sottolinare che un primo esperimento di one-man-show, nell'intento di realizzare uno show meno convenzionale,  fu realizzato da Beppe Grillo ed Enzo Trapani nel 1981 con Te la do io l'America, cui seguì una seconda edizione dal titolo Te lo do io il Brasile.  

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  Concerti/Video clip

E' un genere di prodotto legato alla trasmissione di musica attraverso il mezzo televisivo, arricchito di immagini dei cantanti, dell'orchestra e dell'eventuale pubblico. Per quanto riguarda i concerti, essi non sono frequentemente inseriti in palinsesto, a meno che non si tratti di cantanti o manifestazioni canore di un certo rilievo, come il Pavarotti & friends o Il concerto di Natale che potrebbero rientrare anche nella categoria degli "eventi".

Riguardo i video clip, siamo di fronte a un genere diverso, solitamente di immagini registrate rispetto ai concerti, e con un budget di spesa minore. Si tratta di filmati sceneggiati legati ad una canzone, interpretati dagli stessi cantanti con le loro band, e molto utilizzati a partire dagli anni '90 per promuovere un disco in modo più incisivo, utilizzando anche lo strumento televisivo e i video Jue-boxes presenti nei locali di intrattenimento giovanile. Esistono poi dei canali tematici dedicati alla musica che hanno un palinsesto per l'80% dedicato alla trasmissione dei video clip. Oggi il video clip, insieme alla radio, è lo strumento principale per presentare una canzone sul mercato.   [torna su]

 

 

 

 

Programmi per ragazzi

L'attenzione per i ragazzi è già realtà dalla fine degli anni '50, con l'intenzione di considerare questo tipo di pubblico distinto da quello adulto, e addirittura a sua volta distinto sotto il profilo sessuale (ciò apparteneva al costume dell'epoca). I programmi destinati ai giovani venivano a far parte della "Tv dei ragazzi", con tanto di sigla di apertura e di chiusura, uno spazio ispirato, sia sul versante dell'ideazione che su quello del consumo, a una singolare mescolanza di evidenti obiettivi pedagogici e risultanti spettacolari. L'espressione più riuscita di questa tendenza fu Lo zecchino d'oro, nato del 1957, attualmente ancora inserito nel palinsesto stagionale, e trasmesso per anni dal Teatro dell'Antoniano di Bologna. Nella gara canora fra giovanissimi, in cui si alternavano divertimento e insegnamento morale, c'era tutta la carica educativa prodotta dal sistema di valori della famiglia italiana. La trasmissione darà vita a personaggi buffi: dal Mago Zurlì (Cino Tortorella) che aveva esordito tre anni prima a Milano, a Topo Gigio, la straordinaria invenzione di Maria Perego, una burattinaia veneziana, a Richetto e tanti altri.

Tra gli anni '70 e '80, molto spazio viene dato al cartone animato, con l'acquisto di serial che divengono presto un appuntamento fisso, non solo per i giovanissimi, grazie alla qualità dei prodotti (in particolare, sceneggiatura e colonna sonora) come Ufo robot, Gig robot, Mazinga, Lady Oscar, Capitan Harlook, Daitan, Judo boy. Si trattava di un periodo di grande vitalità dell'industria giapponese favorita dal ritmo crescente delle emittenti private in Europa che vedevano del cartone animato un prodotto non costoso che attirasse un target giovanile da rivendere agli inserzionisti. Negli ultimi quindici anni lo spazio dedicato ai giovani è ancora molto forte, coincidente con la fascia pomeridiana, con la nascita di programmi contenitore (musica, giochi, Tg per ragazzi, educazione artistica, cartoni animati) come Bim Bum Bam, seguito da L'albero azzurro sostituito poi da Solletico. 

Attualmente, l'attenzione ai giovani non è diminuita, infatti esistono al mondo 87 televisioni tematiche dedicate a loro di cui ben 50 sono nate negli ultimi tre anni; valgano per tutti The Disney Channel e Cartoon Network, dedicati al mondo dei cartoni animati.

L'esistenza di questo genere di prodotti è dovuta al livello di pubblico televisivo molto elevato che rappresentano i ragazzi, che divengono un target ben specifico da vendere alle aziende, numerosissime,  che producono beni di consumo per ragazzi; per le emittenti pubbliche, è imposto dalla legge che il palinsesto debba soddisfare tutti i gusti del pubblico, compreso quello giovanile, con attenzione rivolta ai programmi educativi.  

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Eventi

Appartengono a questa categoria i cosiddetti "eventi mediali", ossia quegli eventi programmati, incorniciati nel tempo e nello spazio, dotati di forte significato drammatico e rituale, ma, soprattutto munito della forza di una norma sociale così da rendere quasi obbligatorio il fatto di assistervi; avvenimenti di grande interesse pubblico, nazionale ed internazionale, spesso  creati proprio dai media. Possiamo distinguere tre tipologie: conquista, competizioni, incoronazioni. Alla prima tipologia appartengono le trasmissioni televisive in diretta dei cosiddetti "passi da gigante" compiuti dall'uomo, come lo sbarco sulla Luna, l'incontro tra Reagan e Gorbaciov, il viaggio del Papa a Cuba; sono eventi che si verificano raramente, sia come numero che per efficacia, e la vita non è più la stessa dopo la trasmissione televisiva di una conquista, sia per l'evento straordinario in sè, che per la stessa trasmissione dell'evento. Alle competizioni appartengono la Coppa del Mondo, i dibattiti presidenziali, le Olimpiadi, i Festival del cinema e della musica, concorsi di bellezza nazionali ed internazionali; sono competizioni tra campioni, regolate da norme, che attirano milioni di spettatori; talvolta sono considerate come un gioco, talvolta come reali, talvolta come punto di riferimento mondano, ma la posta in palio è sempre molto alta, intermini di successo e notorietà. Le incoronazioni, invece, sono parate; mentre le conquiste e le competizioni includono forti componenti cerimoniali, le incoronazioni sono propriamente delle cerimonie. Il genere è reso interessante grazie agli eventi regali, dall'incoronazione di Elisabetta II al matrimonio del Principe Carlo; il ritorno a casa del Generale Douglas Mac Arthur nel 1951 fu la prima incoronazione televisiva. Al genere si aggiungono anche funerali, il primo fu quello di John Kennedy, poi quello di Indira Ghandi seguiti dagli ultimi tra i più toccanti e seguiti eventi (più di un miliardo di telespettatori), quello della Principessa Diana, di Madre Teresa di Calcutta e della Regina madre d'Inghilterra.

Tra gli eventi nazionali televisivi citiamo quelli che sono divenuti un appuntamento annuale, che la stessa televisione ha enfatizzato: Il Festival di San Remo, Miss Italia, La notte dei Telegatti, Il festival internazionale della televisione, Gli Oscar della TV, Il Gran galà della pubblicità, la Via Crucis, la Benedizione urbi et orbi, e gli eventi legati alla moda come Donna sotto le stelle e Moda mare. 

L'apparato produttivo degli eventi mediali è poderoso, con un investimento di alcune centinaia di migliaia di euro, con numerose squadre di tecnici, giornalisti, e attrezzature, sia per coprire al meglio l'evento, sia perchè si tratta quasi sempre di trasmissioni in diretta, che vengono diffuse a livello internazionale grazie ai circuiti dell'Eurovisione e del Mondovisione. Trattandosi di investimenti notevoli che si esauriscono di solito in una sola puntata o al massimo in pochi appuntamenti, la spinta promozionale è altrettanto capillare e frequente, che inizia molto prima dell'avvenimento, e che ha lo scopo di far crescere a dismisura la curiosità e l'attenzione che culminerà nel giorno della trasmissione stessa, in modo da avere un livello di audience molto elevato. Capita che essendo prevedibile ed inintaccabile un forte livello di audience, la concorrenza preferisce ritirare dalla programmazione prodotti ad alto budget che otterrebbero più bassi rispetto a quelli prevedibili.  

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I Format

Questo nuovo prodotto del mercato dei contenuti sta registrando un crescente successo, tanto in Italia quanto in altri paesi europei. L’espressione format è utilizzata per indicare l’oggetto di una compravendita di un bene immateriale, di una idea, di una formula, che (elementi invariabili di un programma) usata per trasmissioni di successo in un Paese, può essere messa a fattore comune per garantirne la replicabilità presso il pubblico di altri Paesi, e può essere oggetto di tutela giuridica. Con un format, si acquistano principalmente le analisi sui comportamenti del pubblico nei paesi in cui va in onda. Acquistato il format, il programma può essere adattato in base ad una serie di fattori di variabilità, quali la cultura nazionale, il profilo del broadcaster, la fascia oraria scelta per la messa in onda. Molti tra gli show italiani di successo sono, come è noto, realizzazioni nazionali tratte da format internazionali, da Furore a La ruota della fortuna, da Stranamore a Beato tra le donne, e la formula si è rivelata di successo anche nelle produzioni di fiction, come dimostrano, tra gli altri, Un medico in famiglia o Un posto al sole, tratto da un format internazionale e rivelatosi una delle produzioni più gradite al pubblico italiano. Un caso particolare riveste Il Grande Fratello, difficilmente classificabile se non con neologismi come “docu-soap” o “fictionalization” di un reality-show. Trasmesso a partire dal settembre 1999, è stato acquistato da decine di broadcaster in tutto il mondo, con un successo imprevisto e non replicato da format analoghi che gli hanno fatto seguito.  

Perché fare ricorso ai format? Il vantaggio che offrono, oltre ad accorciare i tempi produttivi,  è la possibilità di riduzione di tutta una serie di rischi per i broadcaster; acquistare un’idea, unitamente agli strumenti ed ai riscontri che ne hanno reso possibile il successo, anche se in un altro Paese appare, in tal senso, una opportunità a cui nessun broadcaster vuole rinunciare.

I soggetti presenti nell'offerta dei format sono: a) imprese specializzate sull'ideazione e sviluppo del format (ideatori); b) imprese specializzate sulle attività di vendita e distribuzione di format sviluppate da terzi (broker); b) imprese che acquisiscono i diritti per la realizzazione di un format, producono il programma e ne vendono i diritti di trasmissione alle imprese televisive (produttori). I broker possono limitarsi a cedere i diritti ed al limite prestare consulenza per la realizzazione del programma, fermo restando che la produzione è affidata alla rete televisiva; nel caso dei produttori, invece, la rete televisiva si limita solo a trasmettere il programma.

È da evidenziare come, attualmente, il mercato internazionale dei format sia controllato da poche società, tra cui spiccano l’australiana Pearson, l’inglese Action Time, la statunitense All American Network. L’impresa principale del settore rimane tuttavia Endemol (ideatori/produttori), società olandese con un fatturato che nel 2001 ha raggiunto i 914 milioni di euro (+ 50% rispetto al 2000), che detiene una library di oltre 500 format (tra cui Big brother) che hanno dato luogo a circa 400 serie per poco più di 15.000 ore di trasmissione. A conferma dei processi di concentrazione tra le società operanti nei settori industriali e commerciali della convergenza, la Endemol è stata acquistata, nell’estate del 2000, dall’incumbent spagnolo delle telecomunicazioni Telefonica, società leader nei paesi di lingua spagnola e portoghese, che dispone, tra Europa, America del Nord e America del Sud, di un pubblico potenziale di circa 550 milioni di persone distribuite in decine di paesi. Se guardiamo ai tradizionali settori dei programmi d’acquisto e delle coproduzioni, vi sono due ragioni che sottolineano l’importanza dei format. La prima è quella dell’esigenza di localizzazione, ovvero di riconoscibilità delle produzioni che il pubblico ha dimostrato di gradire (in opposizione alle produzioni “globali” provenienti dal mercato americano), perché un prodotto configurato in chiave di cultura e gusto nazionali sollecita meccanismi di identificazione. La seconda, è data dal fatto che i format (negli show e nei serial), hanno sollecitato lo sviluppo di una area di produzione per le industrie nazionali di produzione che operano per localizzare, adattare e produrre le versioni nazionali dei format di successo internazionale; è il caso della Grundy (ideatori/produttori) impegnata nella realizzazione di serie televisive ad hoc per singoli mercati nazionali (come ad esempio Un posto al sole in Italia per Rai 3).

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Eventi sportivi

Appartengono a questa categoria le trasmissioni, solitamente in diretta, di manifestazioni sportive, come partite di calcio, di tennis, o altre competizioni di ogni tipo di sport. Alcuni di questi eventi rientrano nella categoria più generale dell'intrattenimento , ma si tratta di quegli eventi che attirano decine di milioni di persone, come la Coppa del Mondo, le Olimpiadi, la Coppa Davis o le battute finali della Champions League. Negli eventi sportivi vanno inclusi, inoltre, tutte le trasmissioni sportive di importanza ristretta ad un pubblico limitato (campionato di calcio italiano, partite di biliardo, nuoto, pallanuoto, ecc.). Molti sono poi i canali tematici dedicati a questo genere di prodotti, primo in ordine di importanza Eurosport, seguito dalla nascita di canali dedicate a singoli sport o a singole squadre di calcio.   

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Questo tipo di prodotto è riferito a tutte le trasmissioni informative riferite agli eventi sportivi. Si tratta dei collegamenti in studio e in esterna che presentano gli eventi sportivi o che raccolgono le interviste post evento, e di tutti quei programmi in cui si discute degli avvenimenti riferiti al mondo dello sport, o già svolti, o ancora a verificarsi. Il capostipite è 90° minuto, condotto prima in radio e poi in televisione da Paolo Valenti, cui seguiva l'attesa Domenica sportiva, che da scarno notiziario si trasforma in rotocalco d'attualità della serata festiva; nel suo primo decennio le caratteristiche del programma matureranno nella direzione dello spettacolo, in rapporto alla definizione degli obiettivi e dei targets che la Rai si propone e che si manifestano anche attraverso l'impiego di un conduttore come Enzo Tortora (dal 1954 al 1969). Grosso contributo al genere è poi dato, sempre in quegli anni, dal Processo alla tappa, in cui Sergio Zavoli, al seguito del Giro d'Italia, scoprirà che i campioni possono diventare personaggi, che si può fare una grande televisione con le loro angosce e le vittorie, i disinganni e le frustrazioni.ma dalla fine degli anni '80 si moltiplicano le trasmissioni come Domenica sprint e Sport stadio, fino a programmi che divengono veri e propri talk-show a tema come Il processo del lunedì di Aldo Biscardi. Considerato il costume degli italiani e la notorietà del calcio, la maggior parte di tali programmi trattano questo sport. Negli anni '90, una piccola rivoluzione si compie, e cioè si compie in modo completo il mescolare  programmi di commento con quelli di intrattenimento creando un nuovo genere ibrido, ad opera di professionisti esordienti come Fabio Fazio, con il suo Quelli che il calcio, e la Gialappa's Band con Mai dire goal, trasformatosi nelle edizioni successive in vero e proprio show televisivo, il cui format (carrellata di personaggi comici chiamati da studio a  mò di collegamento) è stato molto emulato dalle emittenti locali essendo di budget ridotto.  

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Documentari

Sono programmi solitamente presentati da un conduttore in studio che trattano ogni tema possibile, dalla storia alla natura, con un vero e proprio filmato realizzato da case di produzione specializzate e mandate in onda nel corso del programma. Il loro costo non è molto elevato, ed è associato spesso ad una vendita in blocco (Block booking), e può attirare l'attenzione in una discreta fascia di pubblico, a seconda del tema proposto. L'informazione scientifica prodotta da Piero Angela con la lunga serie de Il mondo di Quark, che inizia negli anni '80, si innesta nel filone tradizionale della televisione pedagogica, seguita da diversi prodotti proposti da Rai Tre come La storia, e La macchina del tempo ultima trasmissione ben riuscita prodotta da Mediaset.  

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Educativi

Si tratta di tutte quelle trasmissioni che hanno come contenuto temi istruttivi, su svariate tematiche, dalla scuola alla salute, dalla scienza alla cucina. Il 7 gennaio 1954 andò in onda per la prima volta Una risposta per voi, colloqui di Alessandro Cutolo con i telespettatori, dove si discuteva con un linguaggio semplice di temi svariati con esperti ospiti in studio. Nel 1958 è la prima esperienza di educazione per mezzo della televisione con Telescuola, esperimento di educazione a distanza che prosegue fino al 1966. Comunque, già negli anni '60, numerose inchieste effettuate confermarono che i teleabbonati erano più propensi a riconoscere i pregi dei programmi nella loro capacità di interessare e di istruire che non in quella di divertire. Non si spiegherebbe altrimenti l'immediato successo di una rubrica domenicale, Sguardi sul mondo, condotta da un frate cappuccino che si rivolge al suo pubblico con il saluto <<Pace e bene a tutti>>. Poi la serie di Giorgio Belardelli e Luigi Mattucci, L'usignolo dell'imperatore centrata sul ruolo e sulla definizione del ruolo dell'intellettuale dal dopoguerra ad oggi; Chiave di lettura, una maniera intelligente di parlare di teatro; Droga che fare, di Piero Badaloni, una serie di impietose inchieste sulla questione sociale; 30 anni della nostra storia, di Paolo Frajese e Carlo Fuscagni; 1943 e dintorni, di Enzo Biagi; Viaggio intorno all'uomo, di Sergio Zavoli; Parola mia, di Luciano Rispoli, un intelligente gioco condotto sulla lingua italiana; Ceck-up, di Biagio Agnes, programma sulla medicina e sulla salute; Più sani più belli, di Rosanna Lambertucci, sul vivere sani, dall'alimentazione all'esercizio fisico; Super Quark, a tema scientifico, di Piero Angela, Tg2 salute, rubrica dedicata alla medicina, 

Negli anni recenti, la voglia di evasione ha prevalso con il successo dei generi di intrattenimento, in particolare della fiction, e così alcuni educativi si sono fusi con una formula di intrattenimento come Elisir, di Michele Mirabella, in modo da fondere la voglia di evasione con quella di istruzione.   [torna su]

 

 

 

 

Musica classica

La musica classica non ha un ruolo di prevalenza nel mondo televisivo, ma certamente i programmi inseriti in palinsesto godono di un prestigio, vicino all'evento mediale, che dona lustro alla stessa emittente che li propone. Solitamente si tratta di appuntamenti riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, come le prime del Teatro Alla Scala di Milano, Il concerto di Capodanno da Vienna, gli eventi speciali come il concerto dei tre tenori di fama mondiale, Pavarotti, Domingo e Carreras.  

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Prosa

Fatta eccezione per le riprese "esterne" precedenti l'avvento della videoregistrazione, un vero e proprio rapporto produttivo fra TV e teatro comincia solo nel momento in cui il mezzo elettronico si mette al servizio della realtà scenica, "traducendo" e "adattando" il linguaggio di quest'ultima. In tale vocazione produttiva c'è anche il segno dell'unica originalità rintracciabile nell'incrocio fra i due comparti culturali. Proprio a partire dai primi anni '60, dopo felici esperimenti realizzati da una schiera di registi ormai specializzati nel genere (Franco Enriquez, Mario Ferrero, Guglielmo Morandi, Claudio Fino, Silverio Blasi, Anton Giulio Majano, Flaminio Bollini e altri), la prosa televisiva raddoppia la sua dimensione produttiva, diventa un vero e proprio laboratorio linguistico da cui prendono corpo non solo gli spettacoli propriamente teatrali, bensì una serie di forme derivate, fortemente dipendenti dall'origine scenica.

Il teatro televisivo si avvale degli elementi propri del linguaggio elettronico realizzando vere e proprie messinscene d'autore. In un ampio studio sui rapporti tra le due forme di spettacolo viene avanzata una stimolante interpretazione di questo importante passaggio produttivo facendo risalire la pratica dell'adattamento d'autore alle regie televisive che Eduardo De Filippo realizzò dai suoi spettacoli teatrali fra il 1962 e il 1977, raccolti sotto il nome di Il teatro di Eduardo. Altri registi che seguirono questa strada di sperimentazione furono Luca Ronconi, ma anche Strehler o Squarzina, dei quali vanno citati  almeno due memorabili adattamenti, Le baruffe chiozzotte e Una delle ultime sere di carnovale. La prosa è un genere che servì a far transitare la televisione dal teatro allo sceneggiato, ossia al film per la TV, ed è infatti per tale motivo che non ci sono state più molte esperienze dopo quelle citate, se non riprese televisive di spettacoli destinati ad un pubblico in sala, come Il Rugantino o le recenti opere di giovani autori come Vincenzo Salemme.  

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  EVENTI SOCIALI

 

Programmi di servizio

I programmi di servizio si riferiscono a trasmissioni che possono essere forgiati su modelli di talk show, varietà, o di indagine giornalistica, ma che offrono al contempo un utilità alla società. L'unico "puro" è il  primo programma da sempre immortale nel palinsesto è quello delle previsioni del tempo. Programmi più complessi sono stati sperimentati agli inizi degli anni '90 sulla terza rete pubblica (canale sperimentatore di formati per eccellenza) con gran successo, come Chi l'ha visto? dedicato alla ricerca di persone scomparse e  Mi manda Lubrano (poi Mi manda Rai Tre), dedicato alla scoperta delle truffe commerciali. Altri programmi sono quelli dedicati alla salute, come Check-up. Quelli legati al varietà sono Elisir (sempre dedicato alla salute ma mischiato ad una formula leggera da varietà) e  le maratone televisive dedicate alla raccolta di fondi, solitamente per la ricerca scientifica, come Telethon (programma nato in Corea con tutt'altro scopo, sempre di servizio, per riunire persone dopo la guerra tra il Nord e il Sud) e 30 ore per la vita.   

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Annunci

I brevi spezzoni dedicati agli annunci dei programmi nel palinsesto giornaliero hanno contribuito alla popolarità del mezzo televisivo sin dalla nascita, popolarità che hanno raggiunto le annunciatrici storiche: Nicoletta Orsomando (il suo primo annuncio è del 23 ottobre 1953), Maria Teresa Ruta, Marisa Borroni e Fulvia Colombo. Lo scopo della presenza umana e femminile negli annunci, è quello di rendere la televisione stessa come uno strumento ancora più familiare che entra nelle case, con l' immagine della donna (grande signorilità, assenza di trucco, sorriso discreto) che è l'immagine della donna "rassicurante", mamma o moglie, ma non amante.   

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Promo

I promo sono tutti quei brevi spezzoni che promuovono i programmi inseriti nel palinsesto dell'emittente stessa, e che servono non solo ad avvisare il pubblico, ma ad attirarlo come avviene per gli spot pubblicitari. Non a caso, i promo sono inseriti nei blocchi di spot, e sono costruiti con tecnica simile a quella dei trailers per il cinema. 

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Teletext

Il teletext è un servizio che esce al di fuori della programmazione naturale della televisione e non contiene immagini, ma solo testi che riportano informazioni di ogni genere, e che il telespettatore, tramite un apparecchio montato all'interno del televisore (ormai quasi tutti i televisori in vendita ne sono forniti), può scegliere di visionare. Si è parlato di televisione interattiva, ma in realtà la tecnologia smentisce questa definizione, poichè si tratta di trasmissioni di dati che vengono mandati continuamente e che si aggiornano in un arco di tempo limitato, ciclico, e la scelta della pagina da parte dell'utente dà l'impressione di avere una risposta "punto a punto", mentre si tratta della semplice memorizzazione della pagina scelta che viene ciclicamente "sparata".

Il primo servizio di questo tipo è datato fine anni '80, il Televideo Rai, che offre un ampio e aggiornato servizio di news e di informazioni di vario tipo, dagli orari dei trasporti ai programmi televisivi, fino ai servizi regionali di ultima realizzazione. Al servizio del Televideo va associato anche quello dei sottotitoli per i non udenti per alcuni programmi. Alla metà degli anni '90 anche Mediaset fornisce un servizio teletext con Mediavideo che è molto simile al Televideo Rai.   [torna su]